Set 24

Malagrotta

Nel ’97 appena eletto Consigliere comunale di Roma, una delle prime grandi battaglie che feci, fu quella sui rifiuti, al monopolista privato che li gestiva e per chiudere la discarica di Malagrotta. Anni di solitudine, di una battaglia feroce, con pochissime persone al mio fianco(Paolo Mondani e la redazione di “Report”, Vanessa Ranieri avvocato di WWF Lazio e poi non ricordo nessun’altro). Io a sgolarmi per chiedere la raccolta differenziata, per risanare una ferita inferta a centinaia di migliaia di abitanti che da 35 anni con quella discarica aperta (la più grande d’Europa) erano diventati figli di un Dio minore. E quanta incapacità e quante complicità ho combattuto in questi anni. Talvolta con successo, (il mio famoso emendamento che permise di far cessare il CTR riportando nelle casse comunali i miliardi che venivano regalati al solito privato)molto più spesso scontrandomi contro un muro di gomma e omertà. Ieri finalmente il Consiglio Regionale del Lazio ha girato pagina, si inizia veramente a chiudere Malagrotta. Non sarà facile,in molti tenteranno di tutto ancora per lasciare la situazione di una Capitale d’Italia dove la “monnezza” è un costo ed un attentato alla salute per i cittadini a differenza delle altre città d’Europa dove invece è una risorsa senza rischi. A pagare intanto, un prezzo comunque ridotto, saranno i cittadini di Falcognana (ma con solo 1/5 dei rifiuti e comunque trattati). L’impegno è di chiudere questa nuova discarica nel più breve tempo possibile e non dopo 35 anni. Anche ieri ho riproposto le alternative più avanzate per chiudere le discariche. Ma fatemi dire che il sogno di vedere 300000 alberi sorgere al posto della discarica di Malagrotta, da ieri ha cominciato ad essere realtà.
E questa volta davvero ci voglio credere per la mia storia e per la soddisfazione di quelli che mi hanno votato, senza mai smettere di credere in quello che facevo.