Da il Romanista del 31-08-2010, intervista a Michele Baldi sulla tessera del tifoso.
Baldi: ATTENTI ALLE PROVOCAZIONI
“ la tessera serve solo a Maroni per far leggi speciali. La Roma economicamente ci rimette”
Bisogna ammetterlo, Michele Baldi era stato uno dei primi a schierarsi contro la tessera del tifoso.
Anche quando il ministro Maroni ne decantava le qualità, anche quando il titolare del Viminale la descriveva come la panacea di tutti i mali, il consigliere di amministrazione della Roma, nonché leader del Movimento per Roma, tuonava: “ Questa tessera non mi piace. Non mi piace proprio”.
Baldi, lei è sempre stato contrario. Perché?
Avevo detto no sia perché è una schedatura sia perché nascondeva degli interessi commerciali. Proprio su questo ultimo aspetto mi sono spesso trovato a dover difendere la Roma da chi usava la tessera come pretesto per attaccare la società.
In che senso?
Vede, c’è chi dice che la Roma ci guadagna. Macché. E’ vero il contrario. La società ci rimette un sacco di soldi da questo progetto del Ministro dell’interno. Innanzitutto, a causa del calo di abbonamenti, reazione ovvia del rifiuto degli ultras romanisti a sottoscrivere la tessera. Poi, perché il costo della carta è stato sostenuto dalla Roma.
In effetti, per chi si è abbonato è stato gratis.
Esatto. E chi pensa che abbia pagato per quelle tessere del tifoso regalate? La società.
Solo la società. Io mi pongo allora una domanda.
Prego
Chi ci guadagna con la tessera del tifoso?
E perché nessuno ha il coraggio di guardare cosa c’è dietro?
Lei ha la risposta?
Mi sembra chiaro che si stà tentando di favorire gli interessi televisivi di qualcuno…..
Quando si è verificata la saturazione degli abbonamenti di Sky, c’era bisogno di alimentare nuove piattaforme, per esempio Mediaset. E come ci riesci se non disincentivando ad andare allo stadio per piazzarsi davanti al teleschermo? Lo prova il fatto che in parlamento vengono approvate delle leggi pessime e non quelle sugli stadi. Una legge, è bene che si sappia, che già doveva aver trovato attuazione nell’interesse dei tifosi e dei club.
Dunque, anche della Roma.
Assolutamente. Le società, la nostra compresa, avrebbero avuto delle entrate alternative a quelle legate ai diritti tv.
Torniamo alla tessera del tifoso. Sabato, i cesenati senza tessera hanno visto la partita in Monte Mario. Ma la carta non serviva a rendere gli stadi più sicuri?
Esatto. Il problema della violenza non si risolve così. La tessera è una fesseria, lo ha detto anche Platini. Dopo questa brutta figura, dico: dopo aver visti i cesenati in un settore Romanista, Maroni avrebbe dovuto sospendere il progetto. In realtà, della sicurezza, a Maroni interessa poco.
Tempo fa gli avevo chiesto perché avesse speso 85 milioni per ristrutturare malissimo il compendio di Castro Pretorio invece di investire quel denaro sulla sicurezza. Così da una parte si favorisce qualche cricca e dall’altra si chiudono i commissariati. Credo che Maroni non abbia in mente una vera politica della sicurezza, ma stia solo cercando un pretesto per una contrapposizione ideologica fra poliziotti e tifosi per poi giustificare repressioni e leggi speciali. Dobbiamo ringraziare sindacati di polizia come il Consap e la coscienza civile di tanti tifosi se non è accaduto niente nell’ultima Coppa Italia tra Inter e Roma. Un sindacato, il Consap, che insieme al Movimento per Roma ha avuto il coraggio di dire queste cose sotto casa di Maroni. Al Ministro vorrei spedire un messaggio.
Quale?
Non pensi di ripetere cattivi esempi e, per difendere il potere, di riscrivere pagine oscure come la vicenda di Giorgiana Masi. O come quella del G8 di Genova, per la quale furono condannati solo degli agenti di polizia e non i responsabili politici del loro operato. Maroni sappia, però, che i poliziotti, i Tifosi e i comuni cittadini sono divenuti molto più svegli e hanno acquistato una maggiore coscienza democratica.
E cosa possono fare poliziotti, tifosi e cittadini?
C’è bisogno che tutti capiscano che, se qualcuno allo stadio compie un atto di violenza, può trattarsi di un idiota. O più facilmente di un agente provocatore prezzolato e da isolare.